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I primi segni di un accordo su come sviluppare una difesa
europea rappresentano un passo in avanti, forse un passo più lungo
di quanto possa sernbrare a prima vista. Non bisogna farsi distrarre dal
fatto che solo un piccolo gruppo di stati sembra esserne coinvolto.
L'Europa è alla ricerca di un tale accordo perché
la Convenzione europea ha fallito nel concordare su una questione importante.
Ha preso atto della realtà e proposto che i primi passi provvisori,
nella cooperazione per una difesa europea, potessero essere attuati da
un gruppo ristretto di paesi piuttosto che da tutti e 25 contemporaneamente.
Nessuno pretende che gli irlandesi o gli svedesi si mettano alla testa
in questo campo, ma allo stesso tempo essi non dovrebbero avere il diritto
di frenare chi vuole proseguire.
Vi è, tuttavia, un aspetto in particolare che
attira l'attenzione: il fatto che il govemo inglese sia coinvolto nell'iniziativa.
Ma in realtà anche questo non è poi cosi sorprendente.
La politica estera inglese non è quella di rimanere
esclusi dall'Europa. E' stata quella di mantenere forti legami con gli
Stati Uniti e, dove possibile, di trascinare anche il resto dell'Europa
all'interno di questa relazione. L'incubo inglese è un nucleo forte
di difesa europea, concepito complemente al di fuori delle relazioni transatlantiche.
In tale situazione, gli inglesi potrebbero essere costretti a scegliere
tra Europa e Stat Uniti. Questa è proprio la decisione che non
vogliono dover prendere.
Ma chiunque lotti per la democrazia è perfettamente
cosciente del fatto che i valori europei e quelli americani non sono poi
così distanti gli uni dagli altri. Sulle questioni fondamentali
di democrazia e di libertà, entrambi i lati dell'Atlantico possono
concordare su diversi punti. Ci sono differenze incontestabili, ma d'altronde
ogni paese è diverso a suo modo.
La maggiore differenza tra gli europei e gli americani
riguarda il diverso approccio nei confronti delle istituzioni globali
e del diritto internazionale. Anche l'attuale governo inglese condivide
l'opinione che le istituzioni globali possano essere rafforzate, ma che
l'autorità della legge perde ogni senso se non può essere
attuata.
Ma se la questione del diritto deve essere posta con
forza agli americani è necessario che venga spalleggiata da un
serio approccio per la sua attuazione da parte degli stessi europei. E'proprio
qui che gli inglesi assumono un ruolo importante.
Dovunque fossero il giusto o lo sbagliato nella recente
guerra in Iraq, gli americani si sono sentiti abbandonati da molti dei
loro alleati europei. Gli europei hanno chiesto il disarmo di Saddam Hussein,
ma non hanno preso nessuna responsabilità per la sua realizzazione.
Questo è un errore che non può essere ripetuto e i primi
passi verso una difesa europea danno l'impressione che non lo sarà.
II resto dell'Europa commetterebbe un errore se ritenesse
che gli inglesi non prenderanno mai seriamente parte ad un'iniziativa
per una difesa europea, ma commetterebbe un errore anche maggiore se pensasse
che il Regno Unito parteciperà solo al prezzo di abbandonare i
suoi contatti transatlantici. Gli inglesi sono alla ricerca di una via
per attuare entrambi.
Un'Europa più potente, capace di essere un partner
degli Stati Uniti sia nel dibattito che nell'azione: questa e la prospettiva
che, oggi, gli inglesi e il resto dell'Europa potrebbero accettare.
Questo articolo era pubblicato in giornali "Europa",
il giovedi 8 gennaio 2004. Richard Laming e segretario di Federal Union.
Il suo indirizzo e richard@richardlaming.com.
Richard Laming esprime il suo avviso e non l'avviso di Federal Union.
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